martedì 4 febbraio 2025

Le labbra

Le labbra sono fatte per baciare.
Sono fatte per nascondere segreti,
per dischiudere sorrisi.
Professano verità
e spergiurano menzogne.
Le labbra sono casa di parole,
scrigno di silenzi e sospiri.
Ma soprattutto,
soprattutto,
le labbra sono fatte per baciare.

Nuovo amore

Insegnami il suono che fanno
la leggerezza di un pensiero leggero,
la gioia di un ballo spontaneo,
un canto di vita, di vita, di vita.
Insegnami il rumore dei tuoi passi,
Nasconditi tra occhi che socchiudono sorrisi
E lasciami il tuo odore addosso
col tuo fiato indissolubilmente legato al mio
Vestimi dei soli tuoi sguardi
e nella penombra della mia vergogna
non mi sentirò più nudo
ricoperto del tuo desiderio.
E sarò principe, sarò re,
e tu sarai corona su di me
e sarai il mio regno, il confine e l'abisso.
Insegnami la poesia del silenzio
la lingua con cui parli alle notti
ed io ascolterò religioso
rapito dal suono che emette il tuo corpo
nel rifulgere di luci, di ombre e d'amore.

Marea

Come onda
ti vorrei su di me
a ricoprire le mie sponde.
E annegherei nel tuo mare
sperando siano i tuoi baci
a ridarmi il respiro
per trovarmene nuovamente privato
poi, col ritrarsi della tua marea.

domenica 25 febbraio 2024

Mare d'inverno

Il mare d’inverno
cheto un tempo non poi così lontano,
tra sbuffi, spruzzi e gorgoglianti mulinelli,
tramuta il placido esser suo in sembianze di mostro primordiale.
E s’alzano in formazioni d’attacco eserciti d’acqua e sale,
assediati dallo sferzare d’un vento nemico,
insieme, ad aggredendir la riva, ad inghiottir le nubi,
mentre gabbiani di luce e falchi di tuono,
vessilli di rivali potenze,
annunciano una guerra con strida ed artigli incandescenti che fendon l’orizzonte.
E sperano, i civili, che la bestia plachi la sua fame con le vite non dei loro cari,
persi nel suo manto con reti calate che tirano impazzite verso l’abisso,
finchè le preghiere dei fanciulli, di lacrime materne impreziosite,
lambiscono il cuore del mostro e saziano di pietà la famelica rimostranza.
E torna a riposare il Leviatano, oramai soddisfatto del dazio,
sul fondale del suo mondo oscuro,
smuovendo le maree ad ogni respiro del suo sonno tormentato.
E s’assopiscono i demoni del vento
in giacigli di bonaccia,
tra le nubi che evaporano,
nel silenzio della notte.

domenica 1 dicembre 2013

Soldato

Spogliati di tutto
si nudo, di fronte al mondo.
Si disarmato,
senza bellici propositi,
senza frecce nella tua tua faretra
senza arco sulla tua spalla,
senza scudo, senza lame,
senza mantello, senza elmo.
Difendi il tuo onore,
difendilo coll'onore tuo.
Nulla ti serve per essere soldato di giustiza,
nulla se non cuor puro e candidi pensieri di pace.
Combatti, nudo, disarmato,
senza mai arretrare, senza disperare.
Non sarai inerme,
la vita protegge chi si cura di essa.

L'ultimo incontro

Di legni orientali, i profumi,
crean luogo all'ultimo incontro
nelle seque di viaggiatori incauti
e il colore di fragole straniere.
Coatto nel sorriso,
signore nell'animo,
saluta con distinto distacco,
poichè non c'era da spartir pietanze
e nemmeno l'intenzione di farlo.
Ultimo incontro con un nome sfuggente,
difficile da tener impresso nel vapore della notte.
E il susseguirsi di pensieri
famelici, voraci, insaziabili
nelle ore prima che albeggi,
come rapaci a smembrar le carni
di quel che è stato,
sarebbe potuto essere,
e che mai sarà.

sabato 28 settembre 2013

Involucro

Anima che tendi all'infinito
e che disperdi te stessa nel vano,
riempi in questo giorno la mia coppa
e sarò pozzo assetato
ed attenderò la pioggia tua.
Anima che ti struggi nell'assenza
e che piangi i tuoi morti,
che ti affliggi nel desiderio di resurrezione,
illuminata da un sole lontano
la cui luce non riscalda,
nè illumina, nè ravviva più.
Anima che preghi e che speri
che gridi, che piangi e disperi,
che invano scoperchi sepolcri
per trovare, polverosi, i ricordi
nei loro involucri, ormai vuoti.
Anima mia, non affliggerti ora
poichè il tempo del lutto è lontano
e la solitudine altro non fa
che temprar le solide celate intenzioni.