qui, nel garbuglio dei miei pensieri.
La matassa di idee che corrono al fuso,
fibre di un ragionamento non ancora intessuto,
si sfilacciano, deboli e nude,
inutili perfino per rammendarci gli stracci.
Ho perso il filo del discorso
e sparse, sul telaio, s'arruffano parole
in incomprensibili grovigli,
orfane del rocchetto natio.
E fingo d'intesser discorsi
come ad imbastire un abito per le feste,
usando tessuti di sproloquio e bottoni dorati.
S'accorgerà, però, il buon sarto
del lavorio mio da quattro soldi,
e col rimasuglio di tanta fatica
egli farà strofinacci, al massimo,
per rimuovere polvere da beni ben più cari
di queste quattro parole malcucite.
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