giovedì 29 dicembre 2011

Amore cinico

Indolenti sono i lamenti 
di chi piange le pene d'amore.
Come il moribondo che piange
la scomparsa del suo cancro,
come la carcassa che si strugge 
per la dipartita dell'avvoltoio suo.
Il sangue non ristagna nelle vene 
così come il cielo non si stacca dall'eterno suo stare.
D'amore non è dato morire,
se non per mano propria,
e morire per amore è più follia che amore, invero.
Guarisci dal tuo male, malato d'amore, 
aiuta il viver tuo,
il tuo amore sarebbe morto in ogni caso, 
un giorno o l'altro.

2 commenti:

  1. Bellissima!
    La metafora del moribondo è stupenda!

    Karen.

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  2. Grazie Karen per aver commentato la poesia. Anche a me piace molto quella metafora. Avrei voluto aggiungere un'altra strofa nella quale l'amante era una falena che si faceva attirare dalla fiamma dell'amore per poi venirne travolto e bruciato, un po' come le sirene attiravano i marinai per poi affogarli. Questa metafora però l'ho già usata in un romanzo ed ho preferito ometterla da "Amore cinico".
    Edi.

    RispondiElimina

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