Si sgretola, tra le mani, l'oro
come cenere d'un bosco in fiamme.
Si sfalda il prezioso luccichìo
e si fa polvere, beffardo, come tutto.
E che resta del suo antico sfarzo?
Solo malinconici ed amabili riflessi ambrati,
e nulla più.
Nulla, se non l'assenza stessa del suo peso,
ed il freddo tocco della sua essenza,
arsa dalle intrnzioni,
a gravare nel palmo della mia mano,
vuota e povera del suo tesoro perduto.
Con quell'oro ne avrei fatto un anello
e col suo durare, avrei sposato la vita,
ed avrei fatto gemelli da indossare
da esibire con vanto alle feste,
e ne avrei fatto una croce
per morire al giorno presente
e rinascere, magari, per un dì migliore.
Ma di cenere ho piene le mani.
Preziosa cenere d'oro,
e null'altro.
sabato 2 giugno 2012
Cenere d'oro
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