domenica 27 maggio 2012

All'amico perduto

Sulla soglia d'ogni notte
t'incontrerò
ormai libero dei tuoi bagagli
leggero come il vento.
Dove tutto è nero
tu, col tuo bagliore
schiarisci in azzurri sguardi
e silente t'aggiri in ricordi
di tempi appassiti.
Ma non v'è fretta alcuna
non più, per te, caro amico.
Sulla soglia d'ogni notte t'incontrerò
quando non sarà troppo assurdo
abbracciare il fiato d'un eco.
Piangerò e ricorderò il tuo nome.
Non scappare
ti prego, non svanire
poichè langue in me l'assenza tua.
Stupido amico
che vieni a tormentarmi ogni notte
troverai accesa la speranza mia
come barlume fioco e mesto
sull'uscio del dì presente
ad attendere fedele
la tua spettrale apparizione
con l'animo morente ed il lutto in ventre
sperando di sentir per un'ultima volta
la voce tua, ormai lontana

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