mercoledì 9 maggio 2012

Orfani di guerra

Fingiamo di ignorare ciò che non vediamo
relegando gli orrori del mondo
nei recessi di un'anima spezzata.
E non serve pregare per questo mondo
che s'è perso nel suo incubo
da tanto tempo ormai che nemmeno s'accorge
d'essersi assopito nelle guerre dell'uomo.
Il dolore degli infanti non raggiunge
i cuori, adulti e severi, dei padri,
animati da un più alto sentimento.
E combattiamo per un pezzo di una terra
che mai abbiamo posseduto,
e che mai sarà nostra.
Ed uccidiamo i figli dell'amore altrui,
privando di un futuro la nostra stessa speranza.
E dirompiamo, infine, in luttuose manifestazioni
di cordoglio e di pentimento,
coi cuori contriti ed i capi chini,
a meditar le perdite ed i guadagni,
pronti in cuore a privar dei padri,
altri figli,
se non i nostri.

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