mercoledì 4 luglio 2012

A mia madre

Scivolano veloci nel vento
vasti, gli estivi campi dorati.
Lontana si dissolve la Città,
distante, assieme all'inutile affanno
e all'umana vanità dell'ego.
E ricordo il materno amore,
in questo mio viaggio,
il viaggio di noi tutti.
E ritrovo mia madre
giovane e coperta di grazia,
abbracciata dalla speranza
nel fiore degli anni,
col cuore leggero
e la fronte ancora liscia
senza i solchi che la vita traccia
col doloroso suo aratro
prima di piantare i semi d'un meritato raccolto.
E ricordo quant'erano stretti i suoi abbracci,
e caldi,
com'è caldo ora il bacio
di questo Sole che arroventa il grano
e lo fa brillare come una corona
in capo al mondo,
quel mondo di noi tutti,
figli e figlie suoi.
E sento di nuovo il suo profumo
dolce, fresco, ed infinitamente materno
e protettivo, come una barriera,
invalicabile.
E lo rivedo, sì, l'amore di mia madre
in questo viaggio, in questo scintillìo
e mentre lo scorrere del tempo
mi spinge verso orizzonti ancora ignoti,
ricordo l'origine del mio viaggio,
la stessa del viaggio di noi tutti,
e mi sembra più vicina la meta
e meno lontana la casa nativa.
In ogni campo estivo vedo un papavero,
cremesi, nell'oro del pagliericcio,
tra gli infiniti colori di fiori sconosciuti.
inconfondibile è l'amore di una madre.

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