Vorrei tingermi di verde il viso
un verde acceso, splendente,
e stendermi in un prato ad osservare
e diventare io stesso un filo d'erba
e danzare nel vento, nel suo ritmico ondeggiare.
L'unico peso che porterei sulle spalle
sarebbe una piccola goccia di rugiada,
nelle prime ore del mattino, ogni giorno,
ma la vedrei dissolversi su di me,
in un raggio di sole scintillante.
Vorrei dipingermi d'azzurro le mani
e tenderle verso il cielo infinito
e sfiorare con la punta delle dita
il cosmo che si dispiega ai miei occhi,
e le galassie, e le stelle, e i pianeti e perfino Dio.
Vorrei farmi trasportare nelle brezze della sera,
come polline, come polvere, come odore
per raggiungere le soglie del mondo
e mischiarmi alle spezie d'Oriente e alla Tramontana.
Vorrei tramutare il mio corpo in acqua pura,
e trovar così la via per il deserto
e lì, far rifiorire quella vita che in me ha dato già il suo frutto.
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