Femminea corona del sacro romano,
del travaglio protettrice, e delle unioni;
finisti per sposare il greco traditore,
fratello di fulmini adorno, e dal facile amore.
Bellezza sublime, dal troiano tradita
il qual, ad altra diede in dono l'ambito frutto;
giurasti vendetta al popolo suo,
perfino dai profeti, oltraggiata,
e dagli amanti del tuo sposo, umiliata,
fino a veder distrutto il nido loro.
Regina del monito, nel tempio consigliavi gli afflitti,
e della fauna eri l'amica, e di tutto il bello,
trovasti eleganza e maestosità nell'austero pavone,
e lo amasti, a dimostrar cos'era amore,
e dipingesti d'Argo i cari occhi sulla coda sua.
Ma il cuor tuo trasfigurò in demoniaca furia,
e nient'altro desiderasti, se non vendetta,
al vedere il frutto dell'inganno coniugale,
e gelosa, ti scagliasti con perfidia contro gli eredi dell'adulterio,
senza risparmiare l'umana fanciullezza.
Così, amore tanto devoto e sacro,
divenne simbolo d'ira.
Ed anche ora che il tuo consorte non giace, se non con te,
nella memoria di templi e di Olimpi,
il nome tuo si compara all'amor tradito,
che ancora ama, e sempre amerà.
lunedì 12 marzo 2012
Giunone
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