martedì 27 marzo 2012

Il figlio perso

S'appresta il piede, mai sazio di vergognoso piacere,
a valcar la soglia della famigliare casa,
a chieder monete per saldar l'incestuoso debito,
per elemosinare con voce impostata, il prossimo godere.
E la madre afflitta apre la borsa alla mano lesta del figlio suo,
il qual, ricco del bottino, ghigna in cor' per la refurtiva,
ignaro d'aver rapito l'anima che, puro, lo partorì,
per scambiarla col sudore d'una meretrice.
E s'affligge il padre di tale scempio, con gli occhi bassi,
onde non mostrar al paese lo sguardo umiliato,
avendo educato un simil uomo empio,
per veder sperperata, ancora in vita,
l'eredità d'un figlio che arricchisce una puttana.

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