In cor' mi dico "passerà", del grigio giorno
il quale, ostinato, recalcita a volger alla storica stalla,
nella quale muli e giovenche si riposan dall'operato.
E raglia, ottuso, il presente. Stupido ed irremovibile,
mai sazio degli empi giunchi, e della viltà dei campi brulli.
Raglia e tira, e se non lo s'imbriglia, come il carcerato alla catena,
mai il giorno ignorante porterà la sua sciagura nel recinto,
ma continuerà a sparger sterco sul selciato che porta alla magione,
casa del savio dì venturo, tollerante, il quale ancora ha da nascere.
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